Pancake proteici

Ingredienti ( per 1 porzione)

1 albume

1 banana matura

2 cucchiai di farina di avena

1 cucchiaio di fiocchi d’avena

cannella

3 cucchiai di Yogurt greco 0% 

1 pizzico di bicarbonato di sodio

Procedimento

Schiacciare metà della banana in una terrina fino a ridurla in poltiglia,aggiungere l’albume e cominciare a mescolarli insieme con una frusta. Aggiungere la farina e poi i fiocchi d’avena (danno croccantezza, possono essere sostituiti da un altro cucchiaio di farina di avena). Aggiungere infine la cannella e il pizzico di bicarbonato.

Versare il composto in una padella antiaderente, precedentemente riscaldata. 

Versare con l’aiuto di un cucchiaio il composto nella pentola, cuocere da entrambe i lati fino a doratura.

Farcire con yogurt greco, rondelle di banane e cannella!

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Detossifichiamoci, ma bene! La regola delle 3 R

Per detossificazione intendiamo letteralmente un processo di ripristino dell’equilibrio (omeostasi) messo alla prova o disturbato da fattori esterni che possono essere dei più svariati, dall’ esposizione a contaminanti chimici alle tossine derivate dagli eccessi a tavola.

A proposito degli eccessi a tavola, in qualità di Biologo e Nutrizionista, ho studiato tutto quello che può derivare da una alimentazione sbagliata o da esposizioni ad elementi tossici, sia naturali che di sintesi.

Non si pensi però che la disintossicazione possa avvenire solo a seguito di iperalimentazione. Talvolta, infatti, è necessario ripristinare l’equilibrio del nostro corpo a seguito di una influenza oppure di una alimentazione troppo selettiva che ha poca variabilità.

Nel 90% dei casi, associato all’idea di detossificazione c’è quella che viene definita DIETA VEGETALE, ovvero il consumo esclusivo di grandi quantità di frutta e verdura per un periodo definito.

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Non male come scelta: il contenuto di acqua dei vegetali e della frutta, sicuramente ha azione idratante e drenante,così che venga facilitata l’espulsione di tossine. Inoltre l’alta percentuale di fibra aiuta ed accelera il transito intestinale, dove sappiamo essere raccolta tutta la quota di scorie.

Tuttavia vorrei farvi soffermare su una cosa molto più importante rispetto ai due punti sopra citati: la salute intestinale.

L’intestino è un vero e proprio controllore dell’assetto omeostatico e fisiologico dell’intero organismo,inoltre appare chiaro da numerosi studi che ha un ruolo centrale soprattutto nei processi di DISINTOSSICAZIONE al fine di :

  • Prevenire l’innesco di condizioni patologiche
  • Sostenere l’equilibro fisiologico
  • Contrastare i processi di invecchiamento e deterioramento cellulare

 

Vale la pena introdurre quindi, quella che è la base della NUTRACEUTICA FISIOLOGICA ovvero la terapia naturale che asseconda le esigenze fisiologiche del nostro corpo.

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Rimuovere le tossine

Eseguire la pulizia del tratto digerente eliminando tutto quello che è o è stato infiammatorio. Solo così si può avere un effettivo drenaggio dell’apparato digerente.

Riparare la barriera intestinale

Le cellule dell’apparato digerente sono in continuo ricambio, ma se lo strato superiore è infiammato, il turnover è minacciato e così anche l’integrità anche delle barriere sottostanti. Cosa fare quindi ? Procedere con il ripristino, anche tramite integrazioni naturali, della barriera e prepararla ad essere di nuovo sana.

Ripopolare la microflora intestinale

Ultimo e importantissimo passaggio. Procedere con integrazione di prebiotici e probiotici è un insuccesso nel 90% dei casi, se prima non si è preparato l’intestino a riceverli. Una volta operato nella maniera corretta, i batteri avranno il luogo nel quale colonizzare così da ripopolare tutto il tratto.

Un ripristino efficace si evince dal fatto che, alla fine del periodo di ripopolamento, l’intestino mantiene il proprio stato di salute, mentre molto spesso la sensazione di benessere è circoscritta solo al periodo in cui il paziente assume pro e prebiotici. Alla loro sospensione si torna al punto di partenza. Perchè? Perchè i batteri muoiono subito visto che non hanno l’ambiente in cui crescere stabilmente.

 

Questi tre passaggi possono essere ottenuti con alimentazione funzionale basata su prebiotici e probiotici naturali in coadiuvo ad integrazioni, anch’esse naturali (nutraceutiche). 

Prima della detossificazione è importante ascoltare le richieste di un organo molto importante per i nostri sistemi: l’ intestino.

C’è cacao e …. Cacao!

Il cacao, così come lo conosciamo noi, è difficile da associare ad una pianta molto grande, l’albero del cacao appunto, e dai frutti che variano dal giallo al verde al bruno (in progressione di maturazione).

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Dalla lavorazione del contenuto del frutto, le fave di cacao, si ottiene la polvere scura comunemente riconosciuta da tutti.

All’interno del frutto sono racchiusi numerosi semi ovali e piatti, a forma di mandorla, di colore bruno una volta sbucciati, disposti in cinque file, contenenti tutti quelli che sono i macro e micronutrienti più importanti: zuccheri, grassi, albuminoidi, alcaloidi e coloranti.

Tra gli alcaloidi, i più importanti sono la teobromina e la caffeina (contenuta in quantità ridotta): il primo è un euforizzante mentre il secondo è un eccitante (grosse quantità di cacao possono infatti indurre una dipendenza fisiologica)

La polverina bruna che tutti conosciamo si ottiene con un lungo processo di fermentazione e successiva essiccazione. Uno dei processi finali è quello di TOSTATURA, operazione delicatissima, per poi passare alla triturazione ed infine alla separazione del grasso, ottenendo massa di cacao prima e poi burro di cacao

Il burro di cacao separato, ha un grande impiego nell’industria cosmetica e farmaceutica.

Una buona parte del grasso viene separata per pressione, la parte rimanente, che ha ancora il 20-28% di grasso, viene posta in contenitori, nei quali si solidifica in lastre, in ambiente raffreddato, dette panelli. I panelli vengono polverizzati per ottenere il cacao. Questo passaggio è seguito da un lungo processo di alcalinizzazione e potassatura per renderlo ”edibile”.

 

A seconda della separazione, la polvere di cacao migliore è quella che trattiene il 22-24 percento di burro di cacao al suo interno, quindi molto alta in grassi, ed è la qualità migliore che possiamo procurarci per il consumo in cucina. Cacao 22/24 sta proprio ad indicare la polvere di cacao che contenga dal 22% al 24% di grassi.

Per quale motivo? 

  1. La quota di grassi è naturale e vegetale
  2. Non c’è bisogno di addizione di ulteriori grassi o emulsionanti nelle preparazioni culinarie
  3.  E’  più bassa in calorie rispetto agli altri derivati 

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Quando leggiamo in etichetta invece la dicitura:  cioccolato 60%, 70%, 80%,  per queste percentuali si intende il contenuto di MASSA DI CACAO, la restante parte di solito è composta da zuccheri ed oli.

Va da se che all’aumentare della percentuale di cacao, questo sarà più amaro e conterrà meno zuccheri o additivi opzionali.

Dove trovare cacao 22/24?

Negozi Biologici o Fornitori per l’industria alimentare.

Personalmente mi sono trovata molto bene con Venchi ed Alce Nero, oppure con i cacao equo-solidali reperibili all’Esselunga.

Curiosità

Gli indigeni americani usavano i frutti della pianta di cacao e i suoi semi come moneta di scambio, ad esempio un coniglio costava 8 semi, per comprare uno schiavo ne servivano 100. I semi o fave di cacao erano chiamati dai Maya e dagli Aztechi “cacahuat”. Al giorno d’oggi i principali paesi produttori di cacao sono la Costa d’Avorio, il Ghana, l’Indonesia, il Brasile, la Nigeria, il Camerun e l’Ecuador.

Cioccolata calda fatta in casa

Ingredienti per 1 tazza

2 cucchiai di cioccolato amaro 22/24

150 mL di latte vaccino o vegetale

1 cucchiaino di zucchero muscovado

 

Preparazione

Unire cacao e zucchero in un pentolino e mescolarli con una frusta, versare a filo il latte continuando a mescolare con la frusta evitando la formazione di grumi.

Portare a bollore su fiamma bassa, continuando a mescolare fino a densità desiderata.

La cioccolata calda può essere aromatizzata con numerose spezie. Le migliori sono la cannella, vaniglia, chiodi di garofano oppure qualche scorzetta di arancia amara essiccata.

Circa 180 kcal
Grassi: 10g
Proteine: 9g
Zuccheri: 14g (variano a seconda delle quantità di zucchero utilizzato)

Crema di avocado e tonno con uova di quaglia e pepe rosa

Ingredienti

1 avocado maturo

8 uova di quaglia 

2 cucchiaini di olio EVO

100g tonno in vetro al naturale

Succo di mezzo limone

Sale 

Pepe rosa

Preparazione

Dividere l’avocado a metà, utilizzando come riferimento il grande nocciolo centrale. Separare le due metà e rimuoverne la polpa delicatamente con un cucchiaio : questa operazione deve essere eseguita con precisione in modo da non rovinare la scorza dell’avocado che sarà utile nella presentazione del piatto.

Mettere la polpa di avocado in un mixer, aggiungere un pizzico di sale, succo di limone, olio EVO e tonno: frullare tutto insieme finchè la crema non sarà omogenea e spumosa. Il composto pronto è da inserire in ognuna delle due metà.

Come guarnizione adagiare le uova di quaglia divise a metà (precedentemente cotte in acqua bollente per 2 minuti) e spolverare con pepe rosa.

 

Ottimo come aperitivo insieme a del pane tostato oppure come guarnizione di un toast !

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           Buon appetito e godetevi il cibo

 

Zuppa di ceci e castagne

Ingredienti (x 4 persone)

  • Ceci cotti 600g
  • castagne cotte 150g
  • olio EVO 3 cucchiai
  • spezie a piacere: rosmarino, timo, pepe
  • sale iodato

Preparazione

Mettere i ceci precedentemente cotti in una casseruola e coprirli con l’acqua (l’acqua deve arrivare a coprire l’intero volume dei ceci).  Portare a bollore e versare le castagne già cotte: sbriciolarne una metà e tenere intere l’altra metà. Quando quasi tutta l’acqua si sarà ritirata e la zuppa avrà una densità cremosa, aggiungere le spezie. Servire e guarnire con un rametto di rosmarino fresco e olio di oliva extravergine.

 

 

 

 

Acidulato di Umeboshi

L’umeboshi è un tipico frutto giapponese, coltivato anche in Cina, sotto sale e usato fin dall’antichità per le proprietà medicinali. Ricco di acidi organici, è fortemente alcalinizzante e aiuta  le funzioni epatiche

diet-nutrition_nutrition_umeboshi-japanese-health-food_2716x1810_000086769457-1024x768Il termine Umeboshi vuol dire “prugne secche” – si riferisce a questo tipico frutto giapponese (molto simile ad una albicocca) sotto sale dal sapore estremamente acido e salato, usato fin dall’antichità e dalle rinomate proprietà medicinali. 

Le prugne vengono raccolte alla fine di giugno, quando sono ancora verdi e il loro succo possiede il livello di acidità massima; vengono poi lavate e immerse nell’acqua per una notte per toglierne il sapore amaro; successivamente si posizionano i frutti in contenitori appositi, disposti a strati, coperti di sale e schiacciati da un peso, e riposti in un luogo fresco e buio, dove si lascia così che il sale compia il lavoro di estrazione del succo e avvenga il processo di fermentazione naturale.

In queste condizioni si favorisce la crescita dei batteri benefici dell’acido citrico e si inibisce lo sviluppo di microrganismi ed enzimi dannosi. 

Proprietà:

  • riduzione del sale in dieta
  • energizzanti : per contrastare gli stati di affaticamento e debolezza fisica.
  • ripristino funzioni gastro intestinali
  • mal d’auto
  • depurativo renale : dopo intossicazioni alimentari
  • antisettico : utilizzato contro febbre e raffreddore
  • ricco inFerro, Fosforo e Calcio

Controindicazione 

L’unico caso in cui l’umeboshi è sconsigliato è se si soffre di ulcera al duodeno.

 

In commercio le forme più reperibili dell’acidulato sono in bottigliette di vetro che contengono questo liquido rosa, simile all’aceto di vino rosso.

 

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La Bilancia non dice NULLA sulla nostra forma fisica.

La bilancia ci racconta pochissimo sul nostro peso, lo sapevate?

Queste due persone pesano esattamente gli stessi chilogrammi ma mi direste con certezza che Pippo è in sovrappeso, potreste dire lo stesso di Mario?

mario e pippoMi sapreste dire quale delle due ha più massa grassa, quale ha più muscolo, quale delle due brucia di più?

Queste informazioni estremamente importanti nel mio lavoro non si ottengono sicuramente con la bilancia. L’unico strumento ad oggi che ci permette di lavorare ad un livello superiore per la composizione corporea e per l’alimentazione è uno strumento sofisticato ed utile: la BIA ovvero l’Analisi Bioimpedenziometrica.

 

Di cosa parliamo?

  • Esame rapidissimo e non invasivo
  • Valutazione dello stato di idratazione: acqua corporea (stato di ritenzione o disidratazione)
  • Valutazione di Massa Muscolare
  • Valutazione di Massa Grassa
  • Valutazione della condizione nutrizionale 
  • Valutazione Metabolismo basale

 

Potremmo dire ora che queste due persone che hanno lo stesso peso, hanno la stessa composizione corporea?

60kg

 

Assolutamente no!

La persona a destra ha più massa metabolicamente attiva, è più muscolarizzata, brucia di più perché ha più muscolo e quindi ha un metabolismo più veloce

Attenzione dunque alle diete a cui ci si sottopone!!

Deperire e dimagrire non è la stessa cosa!

Vi riporto ancora qualche esempio di donne con lo stesso peso ma con una composizione corporea assolutamente differente. La discriminante? IL MUSCOLO e L’ADIPE!

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Questo post ha la finalità di aprire gli occhi a tutti coloro che credono che la bilancia parli chiaro.

Non è mai così, in nutrizione umana c’è bisogno di andare a fondo per comprendere minuziosamente la composizione corporea del singolo e studiare il protocollo alimentare più adatto alle proprie esigenze fisio metaboliche.

 

Nel mio studio mi avvalgo dell’aiuto FONDAMENTALE di una BIA Akern 101 per valutare la composizione corporea dei miei pazienti monitorandola prima,durante e dopo il piano dietetico, con risultati brillanti.

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Strumento BIA

Bilancia pesa persone, pliche corporee e misura di circonferenze sono strumenti utilissimi ma utilizzandoli da soli capirete che strutturano una differente modalità di lavoro, estremamente limitata e poco approfondita.

Maccu o macco di fave

Ingredienti (per 4-6 persone)

1 kg di fave fresche tolte dal baccello
1 cipolla
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
sale
peperoncino
finocchietto selvatico
acqua calda

 

Procedimento 

Sbucciare le fave e lasciarle in ammollo in acqua calda per 5 minuti. Tagliare a fettine sottili la cipolla. In una casseruola, versare l’olio extra vergine d’oliva. Far imbiondire la cipolla a fiamma media. Unire le fave, precedentemente scolate, e mescolare. Coprire a filo le fave con dell’acqua calda. Cuocerle a fiamma media per 10-15 minuti circa. A questo punto se le fave non sono completamente sgranate, ridurle in purea con un mixer ad immersione o un frullatore.
Salare, pepare o aggiungere il peperoncino e servire con qualche foglia di finocchietto selvatico. 

Accompagnare con crostini di pane aromatizzati con qualche spezia, in forno.

 

Buon appetito e godetevi il cibo! 

Polpette di merluzzo e semi di chia in vellutata di cavolfiore e zucca

Ingredienti (x 1porzione)

1/4 Zucca Mantovana

1/4 Cavolfiore bianco

Striscioline di cavolo rosso

Cuori di Merluzzo 180g

Semi di chia 1 cucchiaio

Pan Grattato 1 cucchiao

Curcuma – radice

Sale e pepe q.b.

Prezzemolo q.b.

Procedimento

Stufare la zucca ed il cavolfiore insieme, a fine cottura salare leggermente, frullare  e mettere da parte. Nel frattempo scottare i cuori di merluzzo in padella ed una volta cotti rimuoverli dal fuoco e riporli in una ciotola. Una volta freddi, schiacciarli ed unirli a pan grattato, prezzemolo, sale e pepe. Impastare il tutto e formare con le mani delle polpettine che ripasserete nei semi di chia e pangrattato. Cuocere in padella con un filo d’olio fino a doratura. Impiattare nella zuppa insieme alle strisce di cavolo rosso saltato per pochi minuti in padella.

Buon appetito e godetevi il cibo 🙂

 

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