10 consigli pratici per la Pasqua a tavola

Le festività sono eventi che dividono il pensiero: c’è chi le aspetta, le desidera e non vede l’ora che arrivino e c’è chi le detesta, non apprezza la ricorrenza e spera che trascorrano quanto prima possibile.

Chi siamo noi per giudicare? 

Risultati immagini per giudicare

Abbandonata la questione etica sulle festività, qualche consiglio per superare la Pasqua senza fare troppo danno, lo troverete qui di seguito (consigli estendibili e a chi le ama e a chi le odia 🙂 )

1.Non tutti i giorni sono speciali!

Consumare un dessert a fine pasto è una eccezione. Consumarlo alla fine di ogni pasto diventa un oneroso carico glicemico e calorico al quale il nostro metabolismo dovrà far fronte nella miglior maniera che conosce:

  • alzando la glicemia del pasto  si innalza conseguentemente l’INSULINA (tutto lo zucchero circolante dovrà pur essere riportato ai tessuti e ci pensa sempre lei) con aumento dei fattori infiammatori e proliferativi;
  • le calorie in eccesso sono definite appunto tali perchè superano il nostro fabbisogno calorico giornaliero. Dove vanno quindi, se non ne abbiamo bisogno? Vanno a fare riserva: il nostro corpo è studiato per mettere in riserva tutto quello che introduciamo in surplus rispetto al nostro fabbisogno perchè si prepara per un eventuale periodo di fame o carestia, come accadeva ai nostri capostipiti preistorici. Peccato che, noi abitanti di questo secolo, la carestia e la fame non la incontreremo più,  e che tutto ciò si traduce semplicemente in AUMENTO DI PESO.

2.La Pasqua non dura 3 settimane

Pensiamoci: quando è Pasqua? Domenica . Quando è Pasquetta? Lunedì. La matematica non ci lascia scampo, SONO SOLO DUE GIORNI!Risultati immagini per bambino e matematica

Circoscrivere qualche eccesso in questi due singoli giorni non sembrerebbe un disegno così catastrofico come invece diventa se continuiamo a consumare dolci e avanzi per i quindici giorni successivi. Due giorni di capricci contro più di due settimane: la differenza esiste.

3. Una bella passeggiata

Non è necessario sottoporsi ad estenuanti sedute di training dopo il pasto pasquale, si sa che sono giorni di festa dedicati anche al riposo.Risultati immagini per passeggiare Invece di passare dalla tavola al divano, l’ideale sarebbe uscire all’aperto a fare una piacevole passeggiata ( a passo sostenuto ancora meglio), per aiutare la digestione dei piatti elaborati che abbiamo consumato ma soprattutto per migliorare la risposta dell’insulina prodotta in eccesso a seguito del lauto pasto, evitando il picco e il rebound insulinico, un fenomeno che porta un crollo glicemico a seguito dell’eccessiva produzione di insulina che “lavora tanto” richiamando improvvisamente il grande carico di zuccheri 

4. E alla sera?

Cercando di tamponare gli eccessi, alla sera si può pensare di consumare NON GLI AVANZI, bensì un pasto leggero ma bilanciato. Una zuppa di verdure e legumi, olio EVO ed un pugno di crostini di pane nero aiuterebbe a reidratare il corpo, coadiuva l’eliminazione del sale in eccesso e ha un potere disinfiammatorio eccezionale. Oppure una insalata ricca di finocchi, radicchio, ravanelli, rucola, qualche noce e semi di girasole, olio EVO e del pesce azzurro.

5.Piluccare…

Nell’attesa del pasto con la famiglia è bene evitare quanto più possibile di pizzicare il pane che è al centro del tavolo, idem i grissini, le scaglie di Parmigiano, tutto quello che è il passatempo prima del pasto, per due motivi:

  • Continuare a sbocconcellare piccoli stuzzichini non ci fa mai avvertire la sazietà dato che quello che introduciamo è “troppo poco” perchè il nostro cervello lo consideri un pasto e si innescano i meccanismi biochimici tali da farci continuare ad aver voglia di farlo
  • Mangiando in maniera così continua ma frammentata ci porta ad introdurre di più perchè non abbiamo la misura effettiva di quello che stiamo introducendo

Se proprio non riuscite  a farne a meno, la soluzione è scegliere di prendere dal centrotavola un grissino ed un pezzettino di Parmigiano (ad esempio) e consumare solo quello fino all’arrivo della pietanza principale.

6. Attenzione a chi è a dieta ipocalorica

Chi già segue un piano ipocalorico per perdere peso è nell’occhio del ciclone durante questo periodo. Il corpo è in una fase di mobilitazione delle riserve di grasso, funzionale alla perdita di peso: il tessuto adiposo si sta svuotando, per alcuni con molta fatica e sacrificio. Introdurre pasti ricchi seguiti da dessert ed eventuali amari in maniera ravvicinata fra loro aiuta gli adipociti (le cellule adipose) a riprendere velocemente VOLUME (che per noi si traduce in PESO) visto che tutto quello che abbiamo introdotto in eccesso andrà ad alloggiare direttamente negli adipociti: queste cellule hanno una sorta di memoria chimica e non vedono l’ora di impinguirsi di nuovo.

7. Dopo tutto quello che ho mangiato, ci vuole un digestivo…

Complimenti, ci siamo guadagnati un bel picco glicemico a fine pasto! Così l’insulina aprirà le porte per far entrare il glucosio nei tessuti e tutto l’eccesso andrà direttamente a formare tessuto adiposo!

In più i digestivi sono delle piccole bombe di calorie, particolarmente zuccherine ma leggete bene cosa ho da dirvi qui:

Al contrario di quanto si pensi comunemente, l’idea che l’amaro aiuti la digestione è soltanto un’illusione. Tutto nasce dalla sensazione di leggero bruciore che si avverte nello stomaco. Il gusto amaro delle erbe, infatti, stimola le papille gustative e aumenta la Risultati immagini per homer che ruttasecrezione di saliva e di succhi gastrici, ma allo stesso tempo l’alta gradazione alcolica (la maggior parte degli amari si aggira intorno ai 30-35°) irrita le pareti dello stomaco e può rallentarne lo svuotamento. Una bevanda a bassa gradazione alcolica (10-14°), come il vino, può invece favorire la digestione perché l’alcol, a piccole dosi, stimola la secrezione gastrica.E’ il motivo per cui l’unico amaro che “funziona” davvero, stimolando il processo della digestione, è quello a base di rabarbaro: la sua gradazione alcolica è molto bassa (12,5°).

8.Non biasimatevi

Non mi stancherò mai di ripetere nei miei articoli, così come ai pazienti che incontro nel mio studio, che il primo passo per vivere male l’esperienza a tavola è colpevolizzarsi. Avete ecceduto? Avete esagerato? Stavolta siete stati particolarmente pasticcioni?

Ok, mettiamo un punto e ripartiamo da capo. Risultati immagini per bambino pasticcioneScandiamo di nuovo la giornata con dei pasti bilanciati, leggeri e nutrienti, introduciamo una attività fisica compatibile con i nostri impegni e  basta consumare gli avanzi delle feste, che risultano essere ancor più problematici del pasto stesso consumato a Pasqua. Se la bilancia segna dei chili in più non ricorrere al salto del pasto, a diete fai da te o ritrovate su qualche rivista, ma affidarsi ad un professionista che saprà indicare cosa è meglio per voi e solo per voi sarà la chiave per ritrovare il peso ideale ma soprattutto lo stato di salute.

9. Condividete!

Avete accolto una dozzina di persone per il pasto, cucinato per un esercito e gli avanzi sarebbero sufficienti a sfamare tutto il condominio? Non è necessario sacrificarvi e consumare tutto fra le mura domestiche. Offrite qualcosa che è avanzato a chi ha avuto il piacere di essere con voi a tavola, offritelo agli amici che vi vengono a trovare o al vicino di casa. Condividere fa bene al cuore (non parlo di colesterolo).

10.La misura

Conoscere la misura non vuol dire girare con la bilancia pesa alimenti in borsa ma riconoscere quella che è una porzione idonea a voi. Il nutrizionista insegna soprattutto questo, ad avere coscienza nei confronti del cibo, guardarlo come un piacere e goderne in proporzione a quello che è necessario ad ognuno di noi; un eccesso porta inevitabilmente a conseguenze. La chiave non è nel grammare o contare le calorie: 100 kcal sprigionate da una porzione di burro sono uguali a 100kcal di una porzione di frutta secondo voi? Ovvio che no.

Vi lascio con il mio solito augurio, quello di godervi il cibo e ne aggiungo uno nuovo: vi auguro di imparare a conoscere profondamente quella che è la scelta migliore per voi, a tavola come nella vita. 

Buona Pasqua!

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