Il Nettare degli dei: vantaggi e benefici del vino

La cultura di  utilizzare il frutto delle vigne e portarlo a fermentazione ci è stata tramandata  dai nostri antenati che usavano portarlo in tavola per le occasioni festive e speciali i quali avevano conosciuto le proprietà benefiche del vino, in particolare gli antichi Greci non solo lo conobbero come bevanda dissetante, ma lo elevarono anche ad un alto grado di sacralità, facendone uso specialmente nelle funzioni religiose, nelle feste e nei momenti importanti della vita.

Oggi, grazie a numerosi studi scientifici in materia possiamo definire altresì le proprietà più strettamente inerenti alla salute:

Il succo d’uva fermentata è un potente antiossidante, previene la formazione di radicali liberi e può giovare al funzionamento del sistema cardiovascolare. Tutte queste brillanti proprietà sono da attribuire a composti presenti in abbondanza nei chicchi dell’uva, in particolare quella rossa. Osserviamoli nello specifico:

I responsabili della colorazione delle uve rosse sono dei composti polifenolici appartenenti alla classe dei flavonoidi, chiamati antociani. Nelle uve rosse si riscontrano 5 tipi di antociani e questa categoria di polifenoli è localizzata nella buccia, mentre la polpa risulta incolore, tanto da poter ottenere dei vini bianchi da uve rosse mediante spremitura soffice.

I tannini, invece, sono sostanze polifenoliche sintetizzate nelle piante in particolare a livello della corteccia con ruolo biologico di difesa; infatti la loro espressione si ha in corrispondenza dei punti di lesione di foglie o altre parti della pianta a seguito di un attacco dei predatori. Lo scopo è quello di rendere meno gradevole e appetibile la pianta stessa. Difatti il sapore sgradevole e astringente caratteristico dei tannini  è dovuto alla loro capacità di precipitare le proteine e sono proprio i tannini a conferire la qualità astringente di molti vini rossi. Tale caratteristica è dovuta alla precipitazione di mucoproteine salivari che venendo così allontanate dalla bocca, la rendono più asciutta. Nel caso dei vini rossi i tannini si concentrano maggiormente nei semi e nelle bucce degli acini di uva.

ATTENZIONE! La principale differenza tra la produzione di vino rosso e quella di vino bianco risiede nella composizione del mosto: viene fatto macerare con le bucce nella vinificazione in rosso, mentre in quella in bianco le bucce vengono tolte subito dopo la pressatura. Siccome nelle bucce sono contenute la stragrande maggioranza delle molecole importanti e interessanti dal punto di vista della salute, ne deriva che il vino rosso risulta avere un profilo decisamente più vantaggioso del bianco in termini di proprietà protettive e preventive.

Ultima molecola di cui voglio parlarvi è un polifenolo NON FLAVONOIDE, cioè non appartenente alle molecole descritte fino ad ora: il resveratrolo.

Il resveratrolo si trova principalmente in uva e vino rosso, anche in alcune piante e frutti, come arachidi, mirtilli, pistacchi . Il resveratrolo fornisce una vasta gamma di vantaggi fra i quali:

  •  protettivo del sistema cardiovascolare,
  • antiaggregante,
  • antiossidante,
  • anti-infiammatorio,
  • riduce la glicemia nel sangue e le attività antitumorali

Quindi presenta una modalità anche complessa di azione. Nelle piante, esercita la funzione antiossidante, proteggendo contro i danni del sole: ecco spiegato in parte l’effetto pleiotropico nel nostro organismo! In compenso però è un composto poco biodisponibile, ciò vuol dire che le quantità contenute naturalmente non sono sufficienti (in termini di efficienza) ad espletare al 100% le funzioni benefiche a loro attribuite, tanto che si sta tentando di riprodurlo in laboratorio ed utilizzarlo nella cura di diverse patologie, comprese quelle neurodegenerative. Difatti, per ottenere gli ascritti effetti protettivi nell’uomo e raggiungere i livelli di assunzione di resveratrolo proposti dai diversi studi, sarebbero necessarie quantità sicuramente dannose di vino, parliamo di diversi litri al giorno. Questo non potrà mai commutarsi nell’assunzione di vino ai fini di coprire la dose di resveratrolo richiesta: a tali dosaggi si annullerebbe ogni effetto positivo del polifenolo in questione perchè prevarrebbero gli effetti tossici dell’etanolo.

In sintesi , non saremo mai autorizzati ad alzare il gomito con la scusa del resveratrolo!

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A questo punto è bene precisare che l’alcol (ed in questo caso il vino) è un piacere e non una necessità, difatti l’astemio non va incontro ad alcun tipo di carenza dovuta alla mancata assunzione del vino, ma sicuramente ciò che possiamo affermare è che il vino rosso risulta essere più ricco di complessi antiossidanti che lavorano in sinergia fra di loro, rispetto al bianco che, dalla modalità di produzione, li perde quasi tutti.

Veniamo ora alle quantità consigliate:

La dose accettabile non deve superare i 30-40 g al giorno, che corrisponde a 2-3 bicchieri di vino o 3 U.A. (Unità Alcoliche) per l’uomo; un po’ meno per la donna che non dovrebbe superare le 2 U.A., vista la sua minore capacità di metabolizzare l’alalcool-quantitacol. In gravidanza è bene astenersi dal consumo di vino: la placenta ha la capacità di filtrare tutto quello che comprende l’alimentazione della mamma, compreso l’etanolo, il quale potrebbe interferire con l’aggregazione cellulare nelle prime fasi di formazione feto e, nella formazione del pancreas, nelle settimane più avanzate della gravidanza. Infine l’anziano non dovrebbe superare 1 U.A. per evitare di incorrere in problematiche dovute alla ovvia ridotta funzionalità degli organi e far diventare l’alcol un fattore di rischio, più che un beneficio.

In conclusione, la linea che divide il consumo di vino dall’ avere un effetto benefico all’ avere un effetto dannoso o, peggio ancora, tossico per il nostro organismo è sottile. Come già Paracelso diceva, è la dose che distingue la medicina dal veleno.

Dunque, un buon calice di rosso può essere un buon alleato, talvolta anche nei regimi dietetici più restrittivi e in presenza di quadri clinici accertati, attenzione che lo si beva ai pasti, con moderazione e soprattutto…che sia un buon vino.

                Salute!
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